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Nel
nucleo più antico del borgo medievale, presso la
porta di Camiano, si noterà la accurata regolarità
della facciata della Chiesa di S. Lucia (fine sec.
XII), dove nel medioevo andavano a pregare i partecipanti
alla vera "fuga del bove" in cui si rischiava la
vita.
L'itinerario attraverso l'arte religiosa montefalchese,
iniziato con la visita del massimo edificio francescano,
non può che continuare con la Chiesa di Sant'Agostino
della comunità degli agostiniani. Qui hanno operato
diversi pittori tra cui Ambrogio Lorenzetti e Bartolomeo
Caporali. Al suo interno si possono ancora vedere
le spoglie delle Beate Chiarelle e del Beato
Pellegrino.
Si
noterà come anche il Rinascimento abbia dotato Montefalco
di altri due piccoli edifici religiosi, visitando
nel borgo la chiesa di Sant'Illuminata (XVI sec.)
impreziosita da affreschi di Francesco Melanzio
e di altri pittori umbri, fronteggiata da Sant'Illuminata,
la chiesa di San Leonardo, annessa ad un monastero
di Clarisse ove si può ammirare una grande tela
del Melanzio.
Sulla stessa via si scopre il fulcro architettonico
di quest'area della città destinata ai monasteri:
la grandiosa costruzione dedicata a
Santa Chiara da Montefalco,
Agostiniana (1258-1309).
Nel
Santuario si trovano le reliquie della Santa e la
cappella di Santa Croce, decorata nel 1333 con affreschi
di Scuola Umbra, di eccezionale valore.
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Fuori le mura, lungo percorsi che si
snodano tra natura e spiritualità francescana,
si incontrano il Convento di San Fortunato,interessante
sotto il profilo artistico per la presenza
di opere di Benozzo Gozzoli e Tiberio
D'Assisi;
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il
Santuario della Madonna della Stella con pregevoli
dipinti dell'Ottocento, e la chiesa di Santa Maria
di Turrita ricca di affreschi devozionali dei secoli
XIV-XVI.
Montefalco, per la sua centralità rispetto alla
regione, si presta in particolar modo ad una serie
di gite e di escursioni nella parte più genuina
dell’Umbria verde; che possono magnificamente completare
il quadro di conoscenza di una regione che si potrebbe
presentare come “ancora da scoprire”, almeno nelle
sue connessioni, nelle sue trame meno percettibili,
nel suo tessuto integrato di vedute panoramiche
sorprendenti e di monumenti assai importanti, di
varie epoche, che restano testimonianze diffuse
in tutto il territorio di una cultura che non fu
prerogativa soltanto dei grandi centri, e che vanno
globalmente riscoperte e apprezzate anche nei cosiddetti
“centri minori”, di una zona ampia e variegata nelle
sue diversità e caratteristiche.
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