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Nel XIV secolo Montefalco
fu sede preferita dai rettori del ducato di Spoleto
e uno di questi, tal Jean d'Amiel, fece erigere
le due poderose rocche che però solo un secolo più
tardi vennero distrutte.
La più grande attività
artistica e culturale della sua storia Montefalco
la ebbe quando per merito del Card. G.Vitelleschi
fu recuperata alla Chiesa e governata per breve
tempo da Nicolò Maurizi da Tolentino che ne riorganizzò
l'amministrazione e suddivise il territorio in 4
quartieri.
Dopo un secolo di
florida attività economica, civile e artistica,
Montefalco fu saccheggiata e occupata dalla Bande
Nere, seguì un periodo di generale crisi economica.
Più tardi nel 1848
ottenne da Pio IX il titolo ambitissimo di "città".
Montefalco è chiamata "ringhiera dell'Umbria" per
la sua caratteristica posizione geografica in cima
ad un colle che si erge al centro delle valli del
Tevere, del Topino e del Clitunno.
E' particolarmente
celebre perché patria di otto santi , tra i quali
ricordiamo S.Chiara della Croce, per gli affreschi
delle sue Chiese, per i suoi santuari e per la sua
singolare spiritualità e tranquillità.
Il
santo Patrono della cittadina è
San Fortunato, e si festeggia il 1 giugno.
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