gen 02 2011
Museo e chiese
Chiesa S. Francesco e Convento
Via Ringhiera Umbra 6 – 06036 Montefalco – Tel. 0742 379598
ORARI APERTURA MUSEO:
marzo, maggio, settembre, ottobre: 10.30-13.00 - 14.00-18.00
giugno, luglio: 10.30-13.00 - 15.00-19.00
agosto: 10.30-13.00 - 15.00-19.30
novembre, febbraio: 10.30-13.00 - 14.30-17.00
La Chiesa di San Francesco fu costruita tra il 1335 e il 1338 dai frati Minori e corrisponde al terzo insediamento francescano nell’ambito montefalchese, ma il primo entro le mura. Officiata dai frati fino al 1863, la chiesa in quel anno passò in proprietà al comune di Montefalco e dal 1895 divenne sede del Museo Civico.
Nel 1990 il ripristino dei locali adiacenti alla ex-chiesa ha permesso la realizzazione di una struttura mussale articolata in tre spazi espositivi: la ex-chiesa, cui si è tentato di restituire l’aspetto originario, la Pinacoteca, dove sono conservate tutte le opere mobili (tele,tavole, affreschi staccati, provenienti da altre chiese e luoghi del territorio comunale), e infine la cripta, in cui sono raccolti i reperti archeologici e altre sculture e frammenti di varie epoche.
OPERE D’ARTE PRINCIPALI:
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Abside centrale: affrescata da Benozzo Gozzoli |
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Rappresenta una |
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Cappella di San Girolamo: concessa dai frati |
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Controfacciata:
sulla destra del portale principale,
grande edicola affrescata da Pietro Vannucci, detto il Perugino,
con:
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il Presepio, l’Eterno fra due Angeli
e Annunciazione.
Cappella del Crocifisso:
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La seconda campata
conserva affreschi del pittore spoletino
Jacopo di Vinciolo (1641); le ultime tre, verso la sacrestia
, affreschi di Giovanni di Corraduccio e scuola folignate (sec.
XV). Nella parete opposta altri dipinti di Jacopo di Vinciolo,
di Tiberio d’Assisi (1512) e di Ascendono Spacca, detto il Fantino
di Bevagna (c.a. 1585).
In fondo alla navata minore,
le porte della Sacrestia, intagliata da Raniero da Barbarano
(1610)
La Pinacoteca:
OPERE D’ARTE PRINCIPALI
Sala del Melanzio:
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Madonna col Bambino tra i Santi (tavola
del 1487). -
Madonna in trono tra i
Santi (tavola del 1488). -
Madonna in trono col Bambino
tra i Santi (tela del 1498), considerata una delle migliori
opere dell’artista. -
Madonna del Soccorso (tela
del 1505).

Altre opere:
-
Crocifisso ligneo
di pittore spoletino (fine secolo XIII); -
Tavola con Madonna col Bambino
(attribuito a grottesco umbro degli inizi del secolo XIV); -
Cristo Crocifisso tra Vergine e Santi (opera della bottega di Niccolò di Liberatore
detto Alunno, tavola e scultura lignea della metà del sec.
XV); -
Tela con Madonna col Bambino (opera
della bottega di Melozzo da Forlì, seconda metà del sec.
XV); -
Tavola con San Vincenzo, S. Illuminata
e San Nicola da Tolentino (opera di Antonio Aquili detto
Antoniazzo Romano, fine sec. XV); -
Piccola Crocifissione (attribuibile
al Melanzio); -
Copia dell’Assunta di Guido Reni
(eseguita da Anton Maria Garbi).



Cripta:
reperti archeologici
provenienti dal territorio comunale, che attestano l’alto interesse
di tutta l’area in età romana, tra cui notevoli:
-
statua dell’Ercole
montefalchese; -
grande lastra decorata con eleganti volute
floreali; -
frammento di scultura con un
pastore appoggiato al bastone.
Sono inoltre raccolti in questo
luogo altri frammenti altomedioevali, medioevali, rinascimentali
ed anche di epoche successive.
Ricorrenza 17 agosto
Montefalco, Perugia,
1268 – Montefalco, 17 agosto 1308
Santa Chiara da Montefalco
Crocevia d’Europa
VII° Centenario della
Morte della Santa 1308-2008
Seconda figlia di Damiano e di Giacoma,
Chiara nacque a Montefalco, in provincia di Perugia,
nel 1268, e lì trascorse tutta al sua vita.
A sei anni entrò nell’eremo in cui
viveva sua sorella Giovanna e dove, nel 1291, dopo
la morte di questa, Chiara venne eletta Superiora,
ufficio che conservò fino alla morte.
Nella sua vita si comportò sempre
in modo esemplare. Raccomandava vivamente alle consorelle
spirito di sacrificio e impegno personale nella
realizzazione di una solida vita spirituale. Godette
di scienza infusa e difese vivamente la fede. Si
distinse per l’amore alla passione di Cristo, ed
ebbe molto a cuore la devozione alla Croce.
Negli ultimi anni affermava insistentemente
di avere impressa nel suo cuore la Croce del Signore
e, dopo la sua morte, le consorelle volendo provare
il senso delle sue parole, dopo averle estratto
il cuore, vi trovarono impressi i segni della Passione.
Il suo corpo riposa nella chiesa delle monache agostiniane
di Montefalco.

Presa d’amor
Divino, fin dall’età di quattro anni mostrò una
così forte inclinazione all’esercizio della preghiera
da trascorrere intere ore immersa nell’orazione,
ritirata nei luoghi più riposti della casa paterna.
Sin da allora ella ebbe anche una profonda devozione
per la Passione di Nostro Signore e La sola vista
di un Crocifisso era per lei come un monito di continua
mortificazione, a cui si abbandonava volentieri
infliggendo al corpo innocente le più dure macerazioni
con dolorosi cilizi, tanto che sembrava quasi incredibile
che una bimba di sei anni potesse avere non già
il pensiero, ma la forza di sopportarne il tormento.
Consacratasi interamente a Dio, Chiara volle seguire
l’esempio della sorella Giovanna, chiedendo di entrare
nel locale reclusorio, dove fu accolta nel 1275.
La santità della piccola e le elette virtù di Giovanna
fecero accorrere nel reclusorio di Montefalco sempre
nuove aspiranti, per cui ben presto si dovette intraprendere
la costruzione di uno più grande, che, cominciata
nel 1282, si protrasse per otto anni tra opposizioni,
contrasti e difficoltà di varia natura.
A causa
delle ristrettezze finanziarie, per qualche tempo
durante i lavori Chiara fu incaricata anche di andare
alla questua. Nel 1290, allorché il nuovo reclusorio
fu terminato, si pensò che sarebbe stato più opportuno
fosse eretto in monastero, affinché la comunità
potesse entrare a far parte di qualche religione
approvata. Giovanna ne interessò il vescovo Gerardo
Artesino, che, con decreto del 10 giugno 1290, riconobbe
la nuova famiglia religiosa, dando ad essa la regola
di s. Agostino e autorizzando in pari tempo l’accettazione
di novizie. Il novello monastero fu chiamato “della
Croce”, su proposta della stessa Giovanna, che ne
venne subito eletta badessa.
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Alla morte della sorella (22 novembre
Tanta era la fama di sé e delle sue Una tradizione leggendaria, fondata |
| nozione dell’anatomia, riferisce che nel cuore di Chiara, di eccezionali dimensioni, si credette di scorgere i simboli della Passione: il Crocifisso, il flagello, la colonna, la corona di spine, i tre chiodi e la lancia, la canna con la spugna. Inoltre nella cistifellea della santa si sarebbero riconosciuti tre globi di uguali dimensioni, peso e colore, disposti in forma di triangolo, come un simbolo della SS. Trinità. Erano trascorsi solo dieci mesi dalla morte di Chiara, Il nuovo processo, Nel 1736, Clemente Il 17 agosto si commemora la Santa, mentre il 30 nel 1926 negli |













